Josef Moroder-Lusenberg

deutsch

Markus Vallazza

Vienna, luglio 1995

56 anni fa moriva, all'etá di 93 anni, Josef Moroder (per la tradizione popolare "bera Sepl da Jumbiërch", detto anche Lusenberger). Puä essere considerato a ragione il piü celebre pittore ladino. La Cassa di Risparmio lo presenta quest'anno al grande pubblico attraverso una mostra che, pur non essendo completa, rappresenta validamente l'autore. Tra le opere esposte, alcune (13) saranno infatti inserite nel calendario 1996, una sorta di scelta obbligata questa, legata ad esigenze di realizzazione del calendario stesso. Come noto, la notevole forza creativa del Lusenberg ha trovato espressione nelle forme piü diverse in moltissime opere. La mostra che gli verrä dedicata ~ dunque la terza dopo quella di Innsbruck del 1973 e di Bolzano del 1985. 11 mio personale desiderio, da lungo tempo espresso, di vedere un'esposizione quanto piü completa possibile delle sue opere ~ stato esaudito solo in parte, anche se la mostra organizzata dalla Cassa di Risparmio ~, come giä detto, particolarmente rappresentativa. Resta comunque aperta la questione, se questa terza esposizione (con relativo catalogo e calendario) fungerä, ancora una volta, da esortazione ed incitamento per ovviare ad un'omissione, che si protrae oramai da lungo tempo.

La scelta dei dipinti esposti puä, in un certo qual modo, mettere in risalto taluni aspetti, che caratterizzano l'opera del Lusenberg. Da un punto di vista cronologico la rassegna delle sue opere spazia dai quadri di genere sulla pittura paesaggistica che documentano il suo tempo, ad alcuni considerevoli ritratti passando per taluni veri e propri "capolavori", nei quali ~ possibile riconoscere appieno il suo tratto personale, che vengono coronati infine da alcuni dipinti ad olio ed acquarelli di altissimo livello.

Nello studio sulla genealogia dei Moroder (a cura di Edgar Moroder) si legge, tra le altre notizie bibliografiche, anche di un episodio assai eloquente, in cui al famoso pittore Franz von Defregger sarebbe stata attribuita l'affermazione secondo la quale, la copia del suo dipinto monumentale "Andreas Hofers letzter Gang", affidato per l'esecuzione al Lusenberg, sarebbe stata di maggior pregio dell'originale. In tal modo l'indiscusso e principale esponente dell'epoca nella raffigurazione di motivi tirolesi, puntualizzava i meriti del suo allievo. In effetti egli, almeno cosi mi sembra, superava il suo maestro in taluni aspetti, quantomeno per ciä che riguarda l'indagine differenziata e psicologicamente piü analitica dei soggetti di volta in volta trattati. In poche parole: gli era artisticamente superiore. Anchejosef Gasteiger (un conoscitore della sua arte) annotava coerentemente nella sua introduzione alla mostra di Bolzano: "Moroder-Lusenberg appare poco incline a qualunque atteggiamento ed esibizione di genere teatrale; ~ invece piü portato alla raffigurazione della realtä di tutti i giorni". L'iconografia di Defregger di orientamento talvolta estetizzante, talvolta populista ed il tratto assolutamente liscio delle superfici sono evidentemente elementi di maggior gradimento per il grande pubblico di quanto non avvenga con l'aspro modo di dipingere di Lusenberg, motivo questo, per il quale ancora oggi Defregger, dal punto del favore artistico, raccoglie maggiori consensi.

Si puö dire che sono cresciuto proprio nel mondo dei dipinti del Lusenberg, anche se in presenza di una rassegna relativamente limitata, c per giunta priva di quadri particolarmente significativi, come quelli che adornavano le pareti della casa dei miei genitori. La ben nota passione per il collezionismo di mio padre (il quale era solito accaparrarsi soprattutto mobili ed armi antiche ed oggetti domestici appartenuti agli antenati) coinvolse maggiormente il mio fratellastro Adolf, il quale, almeno per quanto ne possa sapere, ~ riuscito a realizzare con un lavoro faticoso protrattosi per lunghi anni la collezione Lusenberg sicuramente piü importante c significativa inserendola con acribia museale nel suo personale gabinetto "Lusenberg". Una buona parte delle opere esposte dalla Cassa di Risparmio e raffigurate nel catalogo, proviene da questa sua collezione.

Insieme abbiamo sostato spesso, presi da profonda ammirazione, dinanzi a questi dipinti, acquarelli e disegni (racchiusi in parte in cornici Lusenberg autentiche). Ma non meno grande era il nostro stupore per come un artista abbia potuto esprimersi in modo tanto esemplare in una vallata completamente isolata dal mondo esterno. In un certo qual modo cercavamo di capire il motivo per il quale un pittore cosi importante, secondo la nostra concezione, potesse venir completamente dimenticato dal pubblico. Ci ricordavamo, in quelle occasioni, di altri pittori della sua epoca e con le sue stesse origini, per i quali si spalancavano le porte dei musei nazionali e stranieri. In questo contesto ci ponevamo ripetutamente la domanda, se non fosse stata e non continui ad essere proprio la vallata, completamente isolata dal mondo esterno (se si fa eccezione per il turismo), la causa per la quale al Lusenberg non venisse tributata la fama che meritava.

Comunque fosse, questo artista gardenese cosi atipico continuava ad avere tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione, e questo anche quando ci confrontavamo con l'arte di fine secolo, in particolar modo con l'Avanguardia delllepoca, fino ai movimenti postmoderni che nel frattempo stavano giä nuovamente tramontando. Nel contempo mi rammento anche dell'altro mio fratellastro Hermann, il quale difese veementemente, in nostra presenza, il Lusenberg da talune correnti c mode artistiche, che nel frattempo erano arrivate anche nelle nostre valli. In realtä non restammo indenni dal contatto con l'ondata rivoluzionaria dell'arte moderna. Ciä ebbe come conseguenza che, anche noi, per un certo periodo, arrivammo a considerare il Lusenberg antiquato, anacronistico e ormai sorpassato da lungo tempo, fintantoch~ non ci ricredemmo e tornammo ad essergli devoti.

II rinnovato e crescente interesse nei confronti della sua arte non puä, a mio avviso, essere soltanto prerogativa di una certa mentalitä conservatrice o addirittura reazionaria, cosi tipica di taluni ambienti, i quali diffondono e propagano idee che ostentano modi eccessivamente popolareschi. Credo di non sbagliare se affermo che i contenuti tornano ad essere richiesti un po'ovunque. Mi sembra che, in questo contesto, l'arte del Lusenberg sia nuovamente attuale. Un fatto puö essere affermato con sicurezza: la sua pittura ~ sopravissuta a tutte Je correnti e mode del tempo. Semplicemente ad essa non ~ stata riservata per un lungo periodo quell'attenzione che avrebbe meritato (in mancanza di un coordinamento ovvero di una classificazione nella storia dell'arte del 20" sec.).

Josef Moroder-Lusenberg ~ stato, per essere precisi, un autodidatta, nonostante i due soggiorni per motivi di studio a Monaco, presso pittori accademici come Knabl, Löfftz, Diez c non da ultimo Franz von Defregger, che sembra abbia influito piuttosto negativamente sulla sua arte. Come noto, l'artista gardenese aveva scoperto i suoi modelli ispiratori nei musei bavaresi, come lasciano intendere alcuni dei suoi quadri. A peraltro certamente dimostrabile che egli abbia tenuto in grande considerazione e studiato le opere di Rembrandt e di altri pittori olandesi come Van

Ostade, Terborch,jan Sten, ma anche di Corot, Courbet, Leibl e del primo Segantini. La risposta alla domanda, che cosa Moroder avesse potuto pensare, ovvero dire, a proposito dei movimenti dell'Avanguardia dell'epoca, sarebbe stata indubbiamente molto interessante, se si considera il fatto che egli visse pur sempre in un'epoca che aveva visto l'avvento di artisti rivoluzionari come Van Gogh, Cézanne, Picasso, Duchamp, Kandinsky ed altri, venuti alla ribalta. Pare tuttavia che il nostro pittore non se ne sia preoccupato piü di tanto, che abbia voltato le spalle ai cosiddetti "moderni" e che si sia dedicato piuttosto alla raffigurazione dei prediletti motivi c soggetti tipici della sua terra, che gli erano plü familiari, e che, in fondo, gli venivano dettati direttamente dalla sua sensibilitä artistica. Si puä dire che, in un certo qual modo, egli sia rimasto fedele per tutta la vita al suo modo di dipingere e a sé stesso.

Mio padre ricordava che egli era solito annotare diligentemente ogni cosa nel suo diario. 1 suoi appunti dovevano aver riempito intere casse, le quali purtroppo sono andate perdute. Sarebbe interessante sapere quale opinione egli avesse della vita, dell'arte, dei suoi conterranei e del suo paese natale Ortisei e con quale spirito li abbia rappresentati. Ad ogni modo deve essere stata una persona molto particolare e caparbia, che i gardenesi tanto abili negli affari, e soprattutto i tanto odiati commercianti di sculture tendevano piü a tenere alla larga che ad ammirare, da quando si era affrancato dalle loro attenzioni. Nella giä citata cronaca sui Moroder leggiamo infatti: "11 Lusenberg aveva un carattere difficile. Come sovente capita agli artisti, era testardo, egocentrico e spesso burbero. Era particolarmente orgoglioso e non si curava piü di tanto della considerazione che gli riservava la societä. Da vera e propria persona originale, aveva un particolare modo c filosofia di vita, che non avevano tuttavia nulla a che vedere con l'opportunismo".

Se invece si legge la biografia artistica "Der Lusenberger" (romanzo lacrimoso, triviale e kitsch) di Maria Veronika Rubatscher, ci si confronta con un "artista locale", la cui immagine contrasta nettamente con la personahü artistica piuttosto consapevole e dal carattere forte che traspare dai suoi dipinti. Mio padre racconta sempre che Moroder, ogni qualvolta intravedeva la sopracitata scrittrice, se la squagliava, per sfuggire alle sue frivole interviste. Si puä ovviare al banale cliche creato dal romanzo di cui sopra (il quale presumibilmente ha influenzato in qualche misura la scelta della rassegna di opere del Lusenberg esposte nel museo gardenese), soltanto nel momento in cui verrä realizzato un completo elenco delle opere dell'artista, una monografla competente e gli verrä assegnata una posizione adeguata nelle cronache della sua terra natale.

11 Lusenberg dipinse (oltre ad alcune grandi opere di contenuto religioso eseguite su commissione) soprattutto motivi e personaggi appartenenti al suo circondario: interni, scene di vita domestica raffiguranti fanciulli e gatti intenti a giocare, oppure paesaggi osservati dai sentieri di montagna oppure dalla finestra del suo atelier ajumbi`rch. Attraverso questi dipinti egli ci trasmette la sua visione del mondo reale, dell'ambiente gardenese agli inizi del secolo, in un certo qual modo, una visione fisica e psicologica della sua epoca. Era soprattutto alla ricerca di "originali" girovaghi (dei quali nel frattempo esistono solo pochi esemplari) che riusciva a rappresentare in tutto il loro essere grazie al suo occhio indagatore. La maniera attraverso la quale egli trattava questi motivi, dimostra che egli era un artista per nulla affetto da provincialismo, anche se questo concetto, inteso nell'accezione dell'epoca, attualmente è divenuto obsoleto.

Concludendo e sintetizzando: l'arte del Lusenberg non puä essere presa solo come una testimonianza dell'epoca o essere liquidata come tale. Essa è frutto dell'epoca in cui è stata creata e, contemporaneamente, si situa al di fuori del tempo. Si tratta di una forma d'arte, la quale ha a che vedere direttamente con la vita e con il senso della vita, con fondamentali esperienze esistenziali e con situazioni che si ripropongono, identiche, in tutti i secoli. A forse il tipo di "veritä" che le sue opere contengono, a conferire alla sua arte il carattere di atemporalitä. Osservando i suoi quadri, percepiamo nel modo piü diretto, ovvero attraverso i sensi, quanto egli coglie e riproduce nelle sue opere. Le varie teorie o speculazioni artistiche sul suo conto risultano qui poco sensate, in quanto le sue opere colgono c rendono sperimentabile di volta in volta un frammento di vita, che parla da solo. Ciä che Moroder ha creato è nel vero senso della parola, arte autentica. Egli non ha né copiato né ritratto i motivi a lui cari nel senso di un realismo popolare e descrittivo, ma nel modo in cui essi appaiono al suo occhio, ripresi ciaoè in tutta la loro vitalitä, freschezza ed inconfondibile cromatismo dei luoghi. f)a allora percepiamo il nostro ambiente (almeno laddove esso è rimasto intatto) in un certo qual modo "alla Lusenberg". Ciä puä dirsi in ugual misura anche per alcuni particolari attentamente osservati quali p.es. la patina delle facciate sgretolate delle case, i recinti dei giardini sbiaditi dal tempo, le malghe scurite dal sole, i fienili, le "Stuben" rivestite di legno, le stalle.

Una considerazione a parte deve essere riservata a questo punto ai ritratti, dai quali emergono le sue caratteristiche di pittore psicologo straordinariamente acuto, il quale suscita stupore c sbalordimento. 1 ritratti del Lusenberg non sono forse delle biografie su tela, raffigurazioni del destino di personaggi presi dal vero dalla cronaca ladina, non ci trasmettono piü informazioni dei testi storici? Non sono forse l'immagine speculare di una minoranza etnica la quale ha influenzato, in una certa qual misura c a modo suo, la storia? Alcuni dei suoi ritratti oltrepassano addirittura questo limite e ci mostrano la persona nella sua essenzialitä.

Nei fatti egli è stato un mago della tela ed un maestro delle piccole forme, genere in cui le sue potenzialitä pittoriche trovano espressione piü evidente. In modo sorprendente ci mostra, attraverso alcune raffigurazioni di paesaggi, eseguite durante il suo ultimo periodo creativo, significativi esempi di pittura "en plein air", che gli assicurano un posto di tutto rilievo tra gli Impressionisti.

Personalmente non conosco, nel mondo ladino, nessun artista che, agli inizi del secolo, possa essere considerato all'altezza del Lusenberg. Soltanto un giorno, quando la sua opera verrä conosciuta per intero, si poträ valutare serenamente quanto io, in questa sede, ho la presunzione di sostenere. Mi rassicura sapere che sono soltanto uno dei tanti ammiratori del Lusenberger.

P.S.: Una mostra commemorativa nella Galleria di Piazza Domenicani nel 1965 e due mostre straordinarie delle opere di Moroder sono state allestite nel museo della Val Gardena rispettivamente nel 1968 c nel 1986.

 

Gert Ammann

Josef Moroder puä essere considerato un allievo di Piloty e di Defregger della scuola di Monaco. La sua formazione tuttavia non avviene esclusivamente nell'ambito della pittura storica: fino agli inizi degli anni '80, nel secolo scorso, continua a rimanere sensibile a molteplici influssi. t forse uno dei pochissimi artisti del suo tempo che assimili con tanta intensitä esperienze tra loro cosi diverse. Dopo le prime lezioni di disegno impartitegli dal curato Vian ad Ortisei, prosegui gli studi nell'abbazia dei Benedettini di St. Georgenberg - Fiecht, sede, all'epoca, di una prestigiosa scuola di disegno. Tornato al paese nativo, si dedicä accanto alle occupazioni agricole, anche alla pittura e ai lavori d'intaglio, antica consuetudine questa della sua terra.

Dopo un periodo di apprendimento presso lo scultore ed intagliatore Franz Prinoth da Passua, Moroder riesce a trasferirsi a Monaco. Ed è proprio in questa cittä che egli, grazie al suo conterraneo Ferdinand Demetz, verrä in contatto con il direttore della "Mayer'schen Kunstanstalt", lo scultore Josef Knabl di Außerfern. Knabl è all'epoca, uno degli artisti piü apprezzati nel campo dell'arte sacra e, contemporaneamente, il creatore di grandi altari intagliati. La sua opera, in questo campo, segna l'inizio dell'innovazione della scultura di ispirazione cristiana. A Monaco, Moroder apprende le grandi novitä introdotte nell'arte scultorea a carattere religioso, riscontrabili del resto nelle statue dell'Immacolata e della Madonna Addolorata, esposte nella chiesa di Ortisei.

All'esposizione mondiale di Vienna del 1873, l'artista ebbe l'occasione di ammirare il dipinto di Defregger "Der Ball auf der Alm", la cui forza suggestiva lo indusse a diventare pittore. Grazie all'aiuto di Felizita, la sua seconda moglie, proprietaria di un negozio d'antiquariato e d'opere d'arte, gli fu possibile frequentare l'Accademia di Monaco negli anni compresi tra il 1876 c il 1879. 11 grande pittore di soggetti storici Karl Theodor von Piloty e lo scultore Josef Knabl furono, accanto al professor Löfftz e al professor Diez, sue guide e maestri.

Il periodo di studio trascorso a partire dal 1880 presso Franz von Defregger, fu determinante per lo sviluppo del suo particolare stile pittorico. Copiando infatti i dipinti di quest'ultimo, Moroder s'appropria soprattutto del suo stile compositivo e pittorico. Gli schizzi ad olio di Moroder costituiscono la prova dell'intenso studio dell'intera opera del Defregger; le scene tratte dalla vita quotidiana dei contadini e le raffigurazioni di ambienti rurali sono finemente armonizzate e cromaticamente ricche di sfumature; la caratterizzazione di uomini e donne, fanciulle e fanciulli, e l'accurata trasposizione su tela dei particolari strutturali di case e masi di montagna, racchiudono nei dipinti di Moroder l'intera opera di Defregger. Il completo affrancamento dal maestro avviene nel 1884/85, quando Moroder ottiene dal "Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum" di Innsbruck l'incarico di eseguire le copie dell' "Andreas Hofers letzter Gang" e dello "Speckbachers Aufruf», due dipinti storici di Franz von Defregger. Seguono poi opere "ufficiali" quali l'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Ortisei e quello della chiesa di S. Antonio, il pulpito della chiesa parrocchiale a Selva e gli affreschi sulle arcate del ci

mitero di Ortisei, ed infine il bassorilievo 'Tas letzte Aufgebot", ove Moroder si richiama ai motivi del dipinto di Defregger, commissionatogli direttamente dalla famiglia Krupp di Essen. Dal 1896 al 1899 Moroder fu direttore della sezione di disegno a mano libera della Scuola d'arte di Ortisei. Anche se 11 Ufficiali", queste opere di carattere scultoreo e pittorico rappresentano comunque episodi marginali in relazione ad una vita artistica cosi varia ed intensa. Del resto proprio la sua formazione, particolarmente eclettica, lo porta ad affrontare compiti tanto diversi.

La sua opera pittorica è caratterizzata da un attaccamento profondo e sincero alla tradizione contadina della Val Gardena. Moroder intende "catturare" le caratteristiche peculiari della mentalitä dei valligiani, modellare, con tenue tratto di pennello, i loro caratteri somatici, ma anche mostrare scene di idilliaca quotidianitä. Moroder non deve affatto esser visto come un critico interprete del suo tempo: ciä che gli sta a cuore sono aspetti quali la dignitä e la sinceritä degli uomini, al fine di poterli rappresentare fedelmente nel loro ambiente naturale. Uno dei suoi intenti consiste inoltre nel desiderio di raffigurare la natura, ed il paesaggio creato e modellato dalla mano dell'uomo. Moroder riesce comunque a trasmettere, al di lä di una realistica rappresentazione topografica, forti impressioni cromatiche suscitate da frammenti di natura. Questi ultimi possono forse essere annoverati tra i dipinti artisticamente piü maturi e piü evoluti della sua intera opera.

Nelle sue opere è possibile riscontrare una certa affinitä tra i ritratti e gli acquarelli, ove egli rivela tutta la sua spontaneitä, anche quando si tratta di quadri eseguiti su commissione. In essi vengono annotate, nella loro tranquilla quotidianitä, immagini rievocative perlopiü riferite ad avvenimenti o a persone originarie della sua zona. Nel ricordo permangono tuttavia, molte immagini profondamente meditate, personaggi in costume tradizionale ripresi in tutta la loro naturalezza, con i loro momenti di preoccupazione o nelle loro espressioni di buon umore. Si va dalla rappresentazione di personaggi fortemente caratterizzati, spesso assai simili a quelli della ritrattistica di un Wilhelm Leibl, fino alla raffigurazione di un evento carico di significato, quale fu la morte della prima moglie, dipinto quest'ultimo, da annoverare certamente tra le sue opere maggiormente evocative.

Come personalitä di tutto rilievo, Josef Moroder-Lusenberg spicca in quel gruppo di artisti, i quali si sentono completamente legati alla tradizione della fine del 19' secolo. Egli è un coerente seguace di questa corrente artistica, si sente tuttavia autorizzato a rompere con la tradizione propria della pittura paesaggistica e a percorrere vie per lui completamente nuove.

La sua intera e molteplice opera artistica fa dijosef Moroder - Lusenberg uno dei principali pittori della Val Gardena.

Da: Josef Moroder Lusenberg
Sparkasse
Cassa di Risparmio
Stampa Typak Ortisei

ritorna alla pagina principale

deutsch